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L’allattamento

L’ALLATTAMENTO

L’allattamento al seno è la soluzione migliore per la salute del bambino, ma è altrettanto importante sentirsi felici e convinte di questa scelta. Il latte materno contiene tutto ciò di cui il bambino ha bisogno, è facilmente digeribile e ben tollerato a livello intestinale.

Contiene calcio, proteine e zucchero nella giusta proporzione. Contiene inoltre gli anticorpi, che proteggono il neonato da raffreddore, tosse, infezioni polmonari e gastrointestinali, etc.

I bimbi allattati al seno vanno anche meno facilmente incontro a stitichezza, allergie, tendenza ad ingrassare. Il latte è sempre disponibile, alla giusta temperatura e si adatta alle mutevoli necessità del bambino. Tutto ciò è ancora più importante se il bimbo è nato prematuro. Altri benefici sono:

  • costo nullo

  • praticità (non occorre preparare i biberon, lavarli e sterilizzarli)

  • comodità (specialmente nelle ore notturne)

  • ritorno più rapido dell’utero alle condizioni normali (involuzione uterina)

  • ritorno più rapido della mamma al peso pregravidico (poiché si consumano calorie materne)

La grandezza e la forma delle mammelle non influiscono sulla loro capacità di produrre latte. Il capezzolo invertito a volte può costituire un problema, ma anche in questo caso sarà spesso possibile allattare al seno.

Per preparare adeguatamente i capezzoli all’allattamento è consigliabile massaggiarli prima con un asciugamano asciutto e, più avanti, con un guanto di crine. È importante mantenere ben pulita l’areola mammaria, per impedire l’eventuale ingresso di germi patogeni. Lavare spesso il seno ed i capezzoli anche semplicemente con acqua. Occorre evitare i prodotti che rendono la pelle secca.

L’alimentazione durante l’allattamento deve essere varia, di facile digeribilità, di alto valore nutritivo e costituita da alimenti che non facciano passare nel latte sostanze che possano renderlo di sapore sgradevole o sostanze tossiche (conservanti, additivi, coloranti).

La madre che allatta ha bisogno di sostituire i liquidi che perde allattando. Il consiglio è quello di bere molto.

Cibi da evitare in puerperio: aglio, asparagi, cipolle, cavoli, melanzane, carciofi, crauti, peperoncino, spezie, selvaggina. Non sono alimenti dannosi ma, a causa del loro sapore forte, possono modificare il gusto del latte materno e renderlo qualche volta sgradito al neonato. Fragole, uova crude e frutti di mare potrebbero causare allergie in soggetti predisposti.

Bibite alcoliche e caffè in dosi eccessive sono invece proprio da evitarsi.

Per i primi giorni dopo il parto la mammella produce colostro, un liquido giallastro contenente anticorpi e sostanze nutritive. Dopo circa 3-4 giorni inizia la produzione di latte (montata lattea). Questo è un fenomeno imponente e può qualche volta risultare doloroso. È caratterizzato da un particolare turgore delle mammelle accompagnato da congestione, aumento della temperatura locale, senso di fastidiosa tensione. Superata la fase iniziale, che in genere dura circa 24-48 ore, se il neonato esercita regolarmente la suzione, i sintomi clinici della montata lattea regrediscono e la secrezione mammaria si mantiene senza causare particolari disturbi. I ritmi all’inizio possono risultare un po’ capricciosi. Nel tempo le poppate si regolarizzano.

Diminuisce il latte:                    Aumenta il latte:

- stress                                          - relax

- preoccupazioni                        - riposo

- stanchezza                                - attaccare il bambino al seno

- dolore 

COME ALLATTARE

Prima di ogni poppata, lavare bene sia le mammelle che le mani. Quindi:

  • trovare una posizione comoda e rilassata (sedute o sdraiate su un fianco)

  • sorreggere il bambino con un braccio lungo il suo dorso, in modo che la testina si posizioni nella piega del braccio della mamma in corrispondenza del gomito

  • allineare il suo nasino con il capezzolo, sostenendo il seno nel cavo della mano libera

  • porgere il capezzolo in modo tale che anche buona parte dell’areola mammaria (la zona più scura che lo circonda) venga introdotta in bocca e sia a contatto del palato

  • il capezzolo dovrebbe sfiorare semplicemente le labbra e non premerle, altrimenti il bambino non aprirà la bocca

  • comprimere leggermente il seno poco sopra l’areola, fra indice e medio o fra indice e pollice (in modo da far protrudere maggiormente il capezzolo e contemporaneamente allontanare il corpo mammario dal naso del neonato)

Terminata la poppata, mantenere il bambino in posizione verticale per qualche minuto, allo scopo di favorire l’eventuale "ruttino". Il rigurgito di piccole quantità di latte non deve destare preoccupazione. Lavare e asciugare i capezzoli dopo ogni poppata.

Più si attacca il bambino al seno, più l’organismo produce latte. Riducendo l’allattamento, di conseguenza si produrrà meno latte.

Qualunque cosa venga ingerita, passa nel latte. Attenzione a ciò che si mangia, si beve, ed ai farmaci che si assumono.

In caso di bisogno è possibile estrarre il latte dal seno con un tiralatte e metterlo in un biberon sterile e ben chiuso. Questo può essere conservato in frigorifero non oltre 24 ore.

ALLATTAMENTO ARTIFICIALE

Se non si potesse o non si volesse allattare, il pediatra consiglierà l’alimento più idoneo per quel determinato neonato. Esistono sul mercato molti prodotti di ottima qualità: per quanto riguarda la diluizione seguire sempre le istruzioni del produttore, salvo diversamente consigliato dal medico. Genericamente:

  • riscaldare la bottiglia del biberon a bagnomaria, lasciando fuori la tettarella (non utilizzare i forni a microonde)

  • controllare sempre che il latte non sia troppo caldo, versandone alcune gocce sulla faccia interna del polso

  • allattando, accertarsi che la tettarella sia sempre piena di latte (per evitare che il bambino ingurgiti troppa aria)

  • controllare anche che la tettarella non sia danneggiata e che il foro di uscita sia appropriato

  • buttare via il latte eventualmente avanzato

Terminata la poppata, mantenere il bambino in posizione verticale per qualche minuto, allo scopo di favorire l’eventuale "ruttino". Il rigurgito di piccole quantità di latte non deve destare preoccupazione.

Se il bambino piange fra un pasto e l’altro, è probabile che abbia sete: si possono somministrare piccoli quantitativi di acqua fresca bollita (ovviamente in biberon sterilizzati).

È importante lavare e sterilizzare bottiglie e tettarelle, seguendo le relative istruzioni.

  • lavare in acqua bollente (l’interno della bottiglia va pulito con un’apposita spazzola)

  • spremere l’acqua attraverso la tettarella per pulire il foro

  • sciacquare in acqua corrente

  • sterilizzare secondo le indicazioni allegate

Benché il latte formulato contenga vitamine, potrebbe essere necessaria una supplementazione (probabilmente sotto forma di gocce pediatriche) dopo il mese di vita del bambino.

"Il bambino non è una bottiglia che bisogna riempire, ma un fuoco che bisogna accendere"

(Michel de Montaigne)

RAGADI AL SENO

Sono delle piccole screpolature della pelle, piuttosto dolorose, che si formano a raggiera intorno al capezzolo. Possono essere dovute ad uno scorretto posizionamento del neonato al seno. Per prevenirle è fondamentale che il bambino si attacchi in modo corretto e succhi con calma, senza agitazione. Rimedi:

  • Mantenere i capezzoli asciutti ed esposti all’aria

  • Sostituire frequentemente i paracapezzoli

  • Evitare i saponi

  • Indossare reggiseno di cotone

INGORGO MAMMARIO

Notevole aumento della consistenza e tensione mammaria accompagnato da gonfiore, rossore, dolore, aumento della temperatura locale. Se il neonato rimuove meno latte di quanto la mamma ha prodotto, questa situazione può aggravarsi e l’indurimento eccessivo della mammella rendere difficile al bambino la suzione.

La suzione frequente, a richiesta, può prevenire questa condizione. Rimedi:

  • Allattare (iniziando dalla mammella più turgida)

  • Spremere dolcemente la mammella durante l’allattamento, chinandosi verso il bimbo

  • Se non basta, svuotare il seno con un tiralatte

  • Effettuare impacchi caldo-umidi (le spugnature calde favoriscono la fuoriuscita del latte)

MASTITE

Quando il seno è molto caldo, dolente, eventualmente associato a febbre e rossore, possiamo trovarci di fronte ad un fatto infiammatorio acuto (i germi hanno approfittato delle condizioni di temperatura, umidità e sostanze nutritizie contenute nel latte materno, per riprodursi negli acini mammari).

Nel dubbio di mastite, se i sintomi sopra descritti non migliorano dopo 6 ore, occorre rivolgersi al medico. Rimedi:

  • Ghiaccio

  • Antibiotici

  • Eventuale evacuazione chirurgica di ascessi (raramente)

PER STIMOLARE IL LATTE
  • Infuso: ne va bevuto una tazza al mattino e una alla sera
    Galega sommità t.t. g. 75
    Finocchio frutti g. 25
     

  
  
    

 
 


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